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Le spine e le rose

Cadono i tendoni, ma cresce la solidarietà

Non c’è spina senza rosa. E’ molto meglio girare la frase in questo modo, perché mette tutto al positivo: è vero, questo anno 2020 sembra avercela messa tutta per farsi ricordare come anno negativo, ma pensare anche alle cose buone ci fa andare avanti con coraggio. E dunque, se è vero che nella notte tra il 27 e il 28 dicembre appena trascorsi la neve è caduta copiosa abbattendo completamente il tendone delle feste del nostro Oratorio, lasciando tutti per un attimo attoniti e decisamente dispiaciuti, è altrettanto vero che dopo la spina, si è subito presentata la rosa: in pochi giorni, girata la voce del disastro, abbiamo ad oggi già ricevuto oltre 4000€ per il rispristino del tendone. Alla sua ombra hanno giocato, pregato, svolto le più svariate attività centinaia e centinaia di bambini e ragazzi, altrettanti adulti hanno condiviso pranzi, cene, feste, momenti di svago e di fratellanza; ormai appesantito dagli anni (circa una trentina, dicono gli storici…) e dal danno della neve, si sta ora pensando di sostituirlo con una struttura nuova, magari in acciaio, o con qualcosa di più stabile e robusto. Diciamo il nostro sincero grazie a chi ha già espresso solidarietà all’Oratorio con il proprio contributo, a chi ce lo ha promesso e a chi ancora deciderà di darci una mano. L’Oratorio e le sue strutture sono di tutti, e se tutti li sentono propri la Comunità cresce con spirito di appartenenza e di comunione. Solo così non ci fanno paure le spine, solo così già immaginiamo la fioritura delle rose.

Don Matteo